Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Circolo dei Lettori | Eredità ebraica nella letteratura italiana nel Novecento – “Racconti triestini”, di Giorgio Pressburger

TERTULIAS JUDÍO-ITALIANAS

Il terzo incontro del ciclo di tertulias dedicate ad approfondire l’influenza ebraica nella letteratura italiana del Novecento, condotte dal Rav. Pierpaolo Pinhas Punturello, si terrà il giorno 29 aprile alle ore 18:30 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, e sarà dedicato al libro “Racconti triestini”, di Giorgio Pressburger.

“Racconti triestini” (2015)
Trieste è per Giorgio Pressburger un approdo dopo la peripezia che lo ha visto bambino scampare ai carri della deportazione e ragazzo sfuggire al tallone staliniano. Non meno di Budapest, sua città natale, Trieste è un crocevia fra est e ovest, un diorama di etnie e di lingue, un misto impensabile di saggezza levantina (tanto metabolizzata da sembrare accidia) e di asburgico, borghesissimo, decoro i cui numi tutelari, entrambi onorati da Pressburger, sono il Saba della «calda vita» e uno Svevo il cui sorriso sa sempre di saggezza penetrante, eversiva. Scrive l’autore nella premessa: «Le storie che ho raccolto qui provengono da racconti di conoscenti, pettegolezzi da caffè e tristi o ridanciane cronache cittadine. Come tali potrebbero essere anche vere. (…) Verità e realtà: un binomio difficile, ma con un po’ di accortezza se ne può disinnescare la portata esplosiva».

Giorgio Pressburger è stato uno crittore e regista di origine ungherese. Trasferitosi in Italia nel 1956, si diploma all’Accademia d’arte drammatica di Roma e diventa tra le figure più significative del panorama culturale europeo. Pressburger è stato intellettuale e artista policentrico: autore radiofonico e televisivo, ha scritto testi teatrali, di cui ha talora anche curato la regia (La Patria; Le tre madri; Eroe di scena; Messaggio per il secolo); ha pubblicato opere tra le quali La legge degli spazi bianchi (1989), Il sussurro della grande voce (1990), Denti e spie (1994), La neve e la colpa (1998, Premio Viareggio), L’orologio di Monaco (2003, da cui nel 2014 il regista M. Caputo ha tratto il fim omonimo), Sulla fede (2004, da cui nel 2016 M. Caputo ha tratto il documentario Il profumo del tempo delle favole, presentato nello stesso anno alla Mostra del cinema di Venezia e nel quale Pressburger è voce narrante e protagonista), Nel regno oscuro (2008), Storia umana e inumana (2013), Racconti triestini (2015) e Don Ponzio Capodoglio (2017). Regista cinematografico (Calderon, 1981, Premio della critica Internazionale al Festival di San Sebastian; Dietro il buio, 2011) e collaboratore dei principali quotidiani italiani, Pressburger è stato ideatore e direttore artistico del Mittelfest (1991-2003) e direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Budapest (1998-2002). Con il fratello gemello Nicola ha scritto i racconti Storie dell’ottavo distretto (1986) e il romanzo L’elefante verde (1988), raccolti nel 2019 nel volume Storie del ghetto di Budapest. Dal 2022 l’Associazione culturale Giorgio Pressburger, con sede a Trieste, è attivamente impegnata nella diffusione e valorizzazione dell’opera e del pensiero dello scrittore.

 

29 aprile 2026 alle ore 18:30
Istituto Italiano di Cultura di Madrid
È necessaria la prenotazione scrivendo a biblioteca.iicmadrid@esteri.it, indicando nome, cognome e contatto telefonico di tutte le persone per le quali si richiede la prenotazione e nell’oggetto “Circolo dei Lettori 29/04”.

Agli iscritti saranno inviate alcune pagine del testo prima dell’incontro.

  • Organizzato da: Istituto Italiano di Cultura di Madrid