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“Casa Italia Madrid Living-Lab – IIC Madrid, un case history”: concluso il seminario sul futuro del Palacio de Abrantes

conferenza casa italia

Il 13 aprile 2026, si è tenuto presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid il seminario “Casa Italia Madrid Living-Lab – IIC Madrid un case history”, organizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano e dedicato al percorso di studio per la riqualificazione e il futuro architettonico del Palacio de Abrantes, storica sede dell’Istituto nel cuore della città, tra Calle Mayor e l’area del Palazzo Reale.

Il seminario, organizzato in occasione della Giornata Italiana del Design 2026 “Re-Design. Rigenerare spazio, oggetti, idee”, e presentato dalla Direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, Elena Fontanella, è stato introdotto dal Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi, e dalla la Consigliera Culturale dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, Antonietta Cornacchia, in rappresentanza dell’Ambasciatore d’Italia in Spagna, Giuseppe Buccino Grimaldi.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto multidisciplinare sul ruolo dei luoghi della cultura nella contemporaneità, inserendosi nel con l’obiettivo di riflettere sulle trasformazioni possibili degli spazi pubblici tra conservazione, innovazione e sostenibilità.

Massimo Milani, membro della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, ha aperto i lavori affermando che “Il legame tra Italia e Spagna è forte e vogliamo che, attraverso la Diplomazia della Cultura, questo legame si possa stringere sempre di più […]. Oggi siamo qui per parlare della valorizzazione di questo Palazzo storico che ci accoglie. La sua valorizzazione è la pre-condizione perché questa Diplomazia Culturale possa accadere. […] Questa, che è la nostra Casa di rappresentanza, deve essere l’altezza della missione che gli è affidata.”

Hanno, inoltre, apportato il loro contributo anche il Presidente della Commissione Urbanismo, Ambiente e Mobilità del Comune di Madrid Jaime González Taboada, il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Piemonte Claudia Porchietto e il Presidente di Confimprese Mario Resca.

La prospettiva accademica è stata presentata dal Professor Stefano Capolongo, del Politecnico di Milano, Dipartimento ABC, che dopo aver portato i saluti della Rettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto, ha affermato: “Oggi è una giornata importante che sancisce la forte collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e il Politecnico di Milano. È una grande opportunità portare ricerca e innovazione all’interno di un edificio fortemente identitario per la città di Madrid. Il Palazzo potrà diventare un laboratorio di sperimentazione per nuove tecnologie, nuovi materiali e nuovi modelli funzionali, attraverso l’applicazione di strumenti capaci di interpretare e anticipare il futuro. Oggi vengono delineati diversi scenari possibili e, con grande responsabilità sociale, insieme all’Istituto saremo chiamati a scegliere quale futuro vogliamo costruire.

A seguire l’architetto Carlo Ratti ha tenuto una Lectio Magistralis, approfondendo il rapporto tra architettura e intelligenza artificiale, con il contributo scientifico del MIT Senseable City Lab. “In un’epoca sempre più dominata dalla dimensione digitale, il valore del ritrovarsi in uno spazio fisico diventa ancora più essenziale. Questa è la lezione dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, ospitato nel meraviglioso Palazzo di Abrantes, che ci ricorda come le istituzioni debbano creare luoghi in cui le comunità possano riunirsi e scambiarsi idee. È proprio attraverso questi incontri che si formano legami deboli e, con essi, il tessuto sociale delle nostre città.” ha dichiarato Carlo Ratti.

Il focus progettuale sul Palazzo de Abrantes, è stato guidato dal professor Stefano Capolongo del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, con il contributo del team di architetti composto da Barbara Galli, Alessandra Oppio, Silvia Mangili e Andrea Rebecchi, che hanno approfondito rispettivamente i temi del valore del patrimonio architettonico, della dimensione sociale dello spazio, dell’accessibilità e dell’inclusione e della qualità ambientale degli interni.

Sono stati realizzati ulteriori interventi da parte del fondatore di BIOVITAE, Mauro Pantaleo, focalizzato su illuminazione e qualità dell’aria indoor, da Laura Andreini dell’Università degli Studi di Firenze e fondatrice di Archea Associati e dalla Managing Partner dello studio Teresa Sapey + Partners, Francesca Heathcote Sapey.

Le conclusioni sono state affidate a Stefano Lanna, Direttore Generale del Piano Olivetti per la Cultura del Ministero della Cultura, che ha sottolineato “intervenire su un luogo come questo significa assumersi una responsabilità che va oltre il progetto architettonico: significa contribuire a ridisegnare un ambiente culturale, nel quale le persone possano riconoscersi, incontrarsi, produrre senso. Da questo punto di vista, l’idea di “Living Lab” è particolarmente fertile. Perché introduce un’idea di cultura non come rappresentazione statica, ma come processo continuo, aperto, condiviso. Un luogo che non si limita a ospitare eventi, ma che diventa esso stesso laboratorio: di pensiero, di ricerca, di sperimentazione, di relazione.”

Il seminario ha evidenziato come il progetto di riqualificazione del Palazzo de Abrantes si stia configurando come un vero e proprio “living lab” urbano, capace di coniugare tutela del patrimonio e sperimentazione contemporanea. Un modello che rafforza la vocazione internazionale dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e ne consolida il ruolo di piattaforma culturale tra Italia e Spagna, in una prospettiva di lungo periodo che guarda anche al 90° anniversario dell’Istituto nel 2029.

 

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