Il primo incontro del ciclo di tertulias dedicate ad approfondire l’influenza ebraica nella letteratura italiana del Novecento, condotte dal Rav. Pierpaolo Pinhas Punturello, si terrà il giorno 25 febbraio alle ore 18:30 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid, e sarà dedicato al romanzo breve “Gli occhiali d’oro”, di Giorgio Bassani.
“Gli occhiali d’oro” è un romanzo scritto da Giorgio Bassani e pubblicato nel 1958. Ambientato a Ferrara durante il periodo fascista, il racconto affronta temi profondi come l’emarginazione, l’intolleranza e la solitudine, attraverso le vicende parallele di due personaggi accomunati dall’esclusione sociale: un medico omosessuale e un giovane ebreo.
La storia ha inizio nel 1919, poco dopo la Prima guerra mondiale. Il protagonista, Athos Fadigati, è un affermato otorinolaringoiatra che si trasferisce a Ferrara dalla natia Venezia per aprire il proprio studio medico in via Gorgadello, una via del centro storico cittadino. Lo studio del dott. Fadigati è elegante e accogliente e diventa presto un punto di ritrovo per la borghesia locale e per la buona società. Mentre la sua vita pubblica è nota a tutti, quella privata rimane peò avvolta nel mistero. I suoi concittadini mormorano sul suo comportamento riservato e “anomalo” nei confronti delle donne, sospettando che sia omosessuale. Nel 1936, per ottenere la libera docenza, Fadigati si reca due volte a settimana a Bologna. Durante questi viaggi fa amicizia con un gruppo di studenti, tra cui il narratore, ma presto diventa oggetto di scherni e allusioni. Tra loro c’è Deliliers, un giovane arrogante e opportunista, che si avvicina a Fadigati solo per interesse personale. L’estate successiva, Fadigati e Deliliers trascorrono le vacanze a Riccione, dove si trova anche la famiglia del narratore. Lì il medico viene umiliato e abbandonato dal giovane, che lo deruba e fugge via. Profondamente ferito e solo, Fadigati torna a Ferrara. Una sera, cerca conforto nel narratore e gli propone di incontrarsi in riva al Po, ma il giovane dimentica l’appuntamento, e il giorno dopo, apprende dai giornali la notizia della morte di Fadigati, annegato nel fiume. Attraverso la voce narrante – un giovane studente universitario che viaggia quotidianamente da Ferrara a Bologna (spesso identificato con lo stesso Bassani) assistiamo al declino di Fadigati. Mentre il dottore viene emarginato per la sua sessualità, il giovane inizia a subire l’alienazione causata dalle incipienti leggi razziali e dalla propaganda antisemita. Il romanzo esplora la crudeltà della borghesia provinciale e il sentimento di essere respinti dalla propria città. I due protagonisti sono accomunati dalla condizione di “diversità” e dal dolore dell’emarginazione, simboleggiando la fragilità umana di fronte alla storia collettiva.
Giorgio Bassani
Nato a Bologna il 4 marzo del 1916 da una famiglia della borghesia ebraica, Giorgio Bassani trascorse l’infanzia e la giovinezza a Ferrara, destinata a divenire il cuore pulsante del suo mondo poetico. Si laureò in Lettere nel 1939 a Bologna.
Durante gli anni della guerra partecipò attivamente alla Resistenza e conobbe anche l’esperienza del carcere; nel 1943 si trasferì a Roma, dove visse per tutta la vita, pur mantenendo sempre fortissimo il legame con la città d’origine. Fu solo dopo il ’45 che si dedicò all’attività letteraria in maniera continuativa, lavorando sia come scrittore (poesia, narrativa e saggistica) sia come operatore editoriale: è significativo ricordare che fu proprio lui ad appoggiare presso l’editore Feltrinelli la pubblicazione de Il gattopardo, romanzo segnato dalla stessa visione liricamente disillusa della storia che si incontra anche nelle opere dell’autore de Il giardino dei Finzi Contini.
Bassani ha lavorato poi nel mondo della televisione, arrivando a ricoprire il ruolo di vicepresidente della Rai; ha insegnato nelle scuole ed è stato docente di Storia del teatro presso l’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Ha partecipato attivamente alla vita culturale romana collaborando a varie riviste, tra cui «Botteghe Oscure». Si ricorda inoltre il suo lungo e costante impegno come presidente dell’associazione Italia Nostra, in difesa del patrimonio artistico e naturale del Paese.
Dopo alcune raccolte di versi (tutte le sue poesie verranno poi raccolte in un unico volume nel 1982, dal titolo In rima e senza) e la pubblicazione delle Cinque storie ferraresi nel 1956, Bassani raggiunse il grande successo di pubblico con Il giardino dei Finzi Contini (1962), che nel 1970 riceverà una celebre trasposizione cinematografica, per la regia di Giuliano Montaldo, dalla quale però Bassani vorrà sempre prendere le distanze. Le opere successive dello scrittore, sviluppate tutte intorno al grande tema geografico-sentimentale di Ferrara, sono Dietro la porta (1964); L’Airone (1968); L’odore del fieno (1973), riunite nel 1974 in un unico volume insieme al romanzo breve Gli occhiali d’oro (1958), dal significativo titolo Il romanzo di Ferrara.
Dopo un lungo periodo di malattia, segnato anche da dolorosi contrasti all’interno della sua famiglia, Bassani si spense a Roma il 13 aprile del 2000.
Allo scrittore la sua città ha dedicato il grande parco detto dell’Addizione Verde, oggi Parco Giorgio Bassani, «che insieme con il museo Shoah, costituisce un monumentale esempio europeo di come si possa collegare il passato con il futuro, una ferita della storia con la bellezza leggera di un giardino pubblico» (Carl Wilhelm Macke, Giorgio Bassani, la Germania e l’Europa).
25 febbraio 2026 alle ore 18:30
Istituto Italiano di Cultura di Madrid
È necessaria la prenotazione scrivendo a biblioteca.iicmadrid@esteri.it indicando nome, cognome e contatto telefonico di tutte le persone per le quali si richiede la prenotazione e nell’oggetto “Gli occhiali d’oro 25/02”.
Agli interessati saranno inviate alcune pagine del testo prima dell’incontro.