﻿{"id":20149,"date":"2025-05-28T13:37:15","date_gmt":"2025-05-28T11:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/iicmadrid.esteri.it\/?p=20149"},"modified":"2025-05-28T14:05:40","modified_gmt":"2025-05-28T12:05:40","slug":"inaugurata-la-mostra-suggestioni-ditalia-dal-neorealismo-al-duemila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iicmadrid.esteri.it\/it\/news\/dall_istituto\/2025\/05\/inaugurata-la-mostra-suggestioni-ditalia-dal-neorealismo-al-duemila\/","title":{"rendered":"Inaugurata la mostra \u00abSuggestioni d\u2019Italia. Dal Neorealismo al Duemila\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>In occasione di <strong>PHotoESPA\u00d1A 2025<\/strong>, l\u2019<strong>Istituto Italiano di Cultura di Madrid<\/strong> ha inaugurato lo scorso 22 maggio, presso la propria sede, la mostra <strong>\u00abSuggestioni d\u2019Italia. Dal Neorealismo al Duemila\u00bb<\/strong>, che presenta una raccolta significativa di fotografie d\u2019autore di <strong>Nino Migliori<\/strong>, <strong>Gianni Berengo Gardin<\/strong>, <strong>Mimmo Jodice<\/strong>, <strong>Mario Cresci<\/strong>, <strong>Enzo Obiso<\/strong>, <strong>Mario Giacomelli<\/strong>, <strong>Luigi Ghirri<\/strong>, <strong>Ferdinando Scianna<\/strong>, <strong>Gabriele Basilico<\/strong>, <strong>Franco Fontana<\/strong>, <strong>Bruna Biamino<\/strong>,\u00a0 <strong>Uliano Lucas<\/strong> e <strong>Ugo Mulas<\/strong>, tutte dedicate all\u2019Italia, proponendo al pubblico un percorso di alta qualit\u00e0 rivolto agli elementi del paesaggio, della citt\u00e0, della dimensione sociale e dell\u2019architettura.<\/p>\n<p>In bianco e nero e a colori, gli scatti ripercorrono il paese dalle vette alpine alle grandi citt\u00e0 come Torino e Milano, e poi lungo la dorsale emiliana per raggiungere Napoli, Matera e la Sicilia.<\/p>\n<p>Accanto ai primi reportage improntati al <strong>Neorealismo<\/strong> e alle vicende politico-sociali, si affiancano visioni inedite del paesaggio italiano e interpretazioni dell\u2019architettura connotate da un alto formalismo. L\u2019intento \u00e8 quello di coinvolgere il visitatore in una fluida alternanza di differenti sensibilit\u00e0 e intense atmosfere, con continui cambi di tono e prospettiva che riflettono l\u2019evoluzione storica del linguaggio fotografico. Le immagini propongono narrazioni essenziali che aprono la strada a nuovi codici visivi dove non esiste distinzione tra scatti spontanei e composizioni minuziosamente studiate e calibrate.<\/p>\n<p>Nelle fotografie di <strong>Nino Migliori<\/strong> (Bologna, 1926) prevalgono i luoghi e i segni dell\u2019uomo. Le sue immagini manifestano un forte intento narrativo. \u00c8 forse il fotografo che prima di tutti ha saputo interpretare la forza del Neorealismo.<\/p>\n<p><strong>Gianni Berengo Gardin<\/strong> (Santa Margherita Ligure, Genova, 1930) con l\u2019obiettivo della sua macchina fotografica ritrae il disagio e l\u2019arretratezza sociale, in una dimensione di straordinaria epica popolare.<\/p>\n<p><strong>Mimmo Jodice<\/strong> (Napoli, 1934) elabora una nuova visione del paesaggio sia urbano sia naturale, avvicinandosi a una poetica che interpreta gli spazi attraverso la lente della classicit\u00e0, lasciando emergere una dimensione sospesa, a tratti monumentale, sempre permeata da una sottile inquietudine.<\/p>\n<p><strong>Mario Cresci<\/strong> (Chiavari, Genova, 1942) affronta il lungo e partecipato lavoro sul meridione d\u2019Italia adottando un atteggiamento non estetico e utilizza la fotografia come scrittura lucida dei segni della cultura locale, lontano dal sentimentalismo della rappresentazione di un mondo ormai al tramonto.<\/p>\n<p>La scelta della luce \u00e8 un aspetto fondamentale della poetica di <strong>Enzo Obiso<\/strong> (Campobello di Mazara, Trapani, 1954) poich\u00e9 l\u2019autore se ne serve per esaltare lo scorrere del tempo, le caratteristiche e le stratificazioni di un luogo, prediligendo narrazioni sfuggenti in grado di collezionare momenti inafferrabili e incontri fugaci.<\/p>\n<p>Il lavoro di <strong>Mario Giacomelli<\/strong> (Senigallia, Ancona, 1925 \u2013 2000), nel quale confluiscono molteplici stimoli artistici provenienti dall\u2019arte informale, dalla Land Art, dalla poesia e dalla musica, si distingue nel panorama fotografico degli anni Cinquanta per gli aspetti di grande sperimentazione tecnica. L\u2019autore infatti \u00e8 tra i primi a deformare l\u2019immagine, facendo ricorso a sfocature, sgranature, sovraesposizioni e sovrimpressioni.<\/p>\n<p>Di tutt\u2019altro segno \u00e8 la fotografia a colori di <strong>Luigi Ghirri <\/strong>(Scandiano, Reggio Emilia, 1943 \u2013 Roncocesi, Reggio Emilia, 1992). I suoi paesaggi \u2018vuoti\u2019, quasi non sfiorati dalla presenza umana, ci impongono un nuovo sguardo sulle cose, sulle architetture e sui paesaggi. Dai suoi scatti emerge un sentimento invincibile di mistero, che ci proietta in una nuova dimensione di interpretazione del mondo.<\/p>\n<p>Sono in bianco e nero anche le fotografie di <strong>Ferdinando Scianna <\/strong>(Bagheria, Palermo, 1943). Le persone che ritrae ci inducono a considerare i luoghi in una dimensione antropologica. Queste immagini, come quelle di paesaggio, vivono di contrasti: sole-luce \/buio, in una visione quasi abbacinante.<\/p>\n<p>Negli scatti di <strong>Gabriele Basilico<\/strong> (Milano, 1944 \u2013 2013) colpisce l\u2019atmosfera sospesa, la sottile attenzione per la calibrazione degli spazi e delle simmetrie interne, l\u2019assenza di figure umane. Le sue fotografie sembrano rappresentazioni metafisiche di uno spazio i cui elementi di verticalit\u00e0 e profondit\u00e0 sono accentuati grazie alla predilezione per l\u2019uso del bianco e nero.<\/p>\n<p>In <strong>Franco Fontana<\/strong> (Modena, 1933) la ricerca fotografica \u00e8 interamente incentrata sull\u2019uso del colore, che diventa precisa cifra stilistica dell\u2019autore. Fontana lo intende, infatti, come potente espediente visivo in grado di rivelare le strutture e le segrete armonie della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il colore controllato degli scatti di <strong>Bruna Biamino <\/strong>(Torino, 1956) ci porta lontano, in una sorta di sogno lattiginoso. Architetture, paesaggi disadorni, luoghi d\u2019acqua, alludono alla sospensione e al vuoto e contengono, al contempo, uno stato di concentrazione e di spaesamento indissolubili.<\/p>\n<p><strong>Uliano Lucas<\/strong> (Milano, 1942) elabora un linguaggio nuovo, applicando lo stile del <em>reportage<\/em> alla cronaca e immergendo il proprio sguardo nelle contraddizioni e nelle ampie zone d\u2019ombra della realt\u00e0. Rifiuta la singola immagine emblematica, lavorando su serie che nella loro interezza intrecciano narrazioni in grado di restituire la complessit\u00e0 di un\u2019epoca.<\/p>\n<p>I paesaggi in bianco e nero di <strong>Ugo Mulas <\/strong>(Pozzolengo, Brescia, 1928 \u2013 Milano, 1973) ci obbligano a guardare in maniera diversa i soggetti, facendoci scoprire quanto non avevamo saputo vedere prima. Ci\u00f2 vale anche per la sua indagine sulle periferie brumose della citt\u00e0 industriale, che assumono, paradossalmente un forte, inedito, fascino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La mostra sar\u00e0 aperta al pubblico fino al 13 settembre 2025<br \/>\nOrario: dal marted\u00ec al sabato dalle ore 12.00 alle ore 20.00<\/strong><br \/>\n<strong>Luned\u00ec e festivi chiusa<\/strong><br \/>\n<strong>Ingresso gratuito<br \/>\n<a href=\"https:\/\/iicmadrid.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/mostra-fotografica-suggestioni-ditalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ulteriori informazioni<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione di PHotoESPA\u00d1A 2025, l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha inaugurato lo scorso 22 maggio, presso la propria sede, la mostra \u00abSuggestioni d\u2019Italia. 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