﻿{"id":17868,"date":"2025-03-12T10:01:42","date_gmt":"2025-03-12T09:01:42","guid":{"rendered":"https:\/\/iicmadrid.esteri.it\/?p=17868"},"modified":"2025-05-28T14:01:28","modified_gmt":"2025-05-28T12:01:28","slug":"inaugurata-la-mostra-dietro-lopera-giulio-paolini-e-luca-bertolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iicmadrid.esteri.it\/it\/news\/dall_istituto\/2025\/03\/inaugurata-la-mostra-dietro-lopera-giulio-paolini-e-luca-bertolo\/","title":{"rendered":"Inaugurata la mostra &#8220;Dietro l&#8217;opera. Giulio Paolini e Luca Bertolo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>In occasione di <strong>ARCOmadrid 2025<\/strong>, l\u2019<strong>Istituto Italiano di Cultura di Madrid<\/strong> ha presentato la mostra &#8220;<strong>Dietro l\u2019opera<\/strong>&#8221; dedicata a <strong>Giulio Paolini<\/strong> (Genova, 1940) e <strong>Luca Bertolo<\/strong> (Milano, 1968), uno dei principali artisti delle nuove avanguardie del secondo Novecento in dialogo con uno dei pi\u00f9 importanti pittori italiani di oggi.<\/p>\n<p>All\u2019inaugurazione, svoltasi venerd\u00ec <strong>7 marzo<\/strong>, oltre alla <strong>Direttrice ad interim dell\u2019IIC di Madrid<\/strong>,<strong> Susi Baldasseroni<\/strong>, hanno partecipato <strong>Teodora Danisi<\/strong>,<strong> Consigliera Culturale dell\u2019 Ambasciata d\u2019Italia a Madrid<\/strong>, la curatrice <strong>Elena Volpato <\/strong>della <strong>GAM di Torino<\/strong>, <strong>Angela Benotto, responsabile delle Relazioni esterne e attivit\u00e0 internazionali della Fondazione Torino Musei<\/strong>, <strong>Bettina Della Casa Direttrice della Fondazione Giulio e Anna Paolini <\/strong>e l\u2019artista <strong>Luca Bertolo<\/strong>, il pubblico presente, tra cui artisti, galleristi e professionisti del settore, ha manifestato grande interesse ed entusiasmo per l\u2019affascinante percorso espositivo che ha presentato per la prima volta in Spagna una mostra di Giulio Paolini in dialogo con Luca Bertolo.<\/p>\n<p>La curatrice, Elena Volpato, ha posto in dialogo diciassette opere, scelte tra le di pi\u00f9 rilevanti del loro percorso. Sono installazioni, dipinti e opere concettuali che abbracciano un arco temporale di sessant\u2019anni, dal 1963 al 2024, e raccontano un continuo interrogarsi sulla natura riflessiva dell\u2019arte e su quello spazio poetico, concettuale ed espressivo che si cela \u201cdietro l\u2019opera\u201d svelandone la dimensione pi\u00f9 sfuggente. Durante l\u2019inaugurazione ha affermato: \u201c<em>Per me questa mostra rappresenta un\u2019occasione importante. Quando abbiamo parlato con l\u2019 Istituto Italiano di Cultura, stavamo ragionando su quale mostra fosse significativa presentare adesso. Tutti abbiamo riscontrato negli ultimi anni la risorgente attenzione per la pittura, ma tante volte questo ritorno al linguaggio pittorico ha sortito una specie di \u00b4dimentica fantasia\u00b4 da parte degli artisti, come se non ci fosse pi\u00f9 bisogno di interrogarsi sulla natura dell\u2019opera. Dietro l\u2019opera pone al centro il lavoro di due artisti di due generazioni molto diverse che non hanno mai smesso di interrogarsi sull\u2019arte che interroga se stessa e questa mostra vuole dimostrare come questa riflessione abbia ancora senso e allo stesso tempo portarla verso il futuro dell\u2019arte e della pittura e ricondurla a tutto quanto \u00e8 accaduto prima di noi<\/em>.\u201d<br \/>\nL\u2019esposizione \u00e8 cadenzata in tre momenti che approfondiscono alcuni degli aspetti di contatto tra i due artisti: il rapporto tra il recto e il verso della tela, l\u2019ambiguo statuto d\u2019immagine della bandiera e la rappresentazione dell\u2019assenza. Tre temi, tanti quante sono le principali sale espositive dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Madrid, un luogo segnato dalla simbolica vicinanza di un dipinto come Las Meninas di Vel\u00e1zquez che costituisce l\u2019origine delle riflessioni in gioco.<\/p>\n<p>Paolini \u00e8 stato una figura primaria delle nuove avanguardie del secondo Novecento per il suo esame degli elementi essenziali e costitutivi dell\u2019opera visiva. Nella loro enigmatica presenza \u00e8 andato cercando il senso tanto di ogni possibile congedo dal passato, quanto di ogni possibile riconoscimento delle costanti dell\u2019arte. Ha testimoniato l\u2019urgenza di un\u2019analisi che concesse di ripartire da un nuovo inizio, ma anche di dichiarare che quell\u2019inizio era tutto interno alla tradizione classica.<br \/>\nIl suo esame ha saputo verificare la possibilit\u00e0 continuamente risorgente della rappresentazione, come un\u2019aura ineludibile, inscritta nella nuda semplicit\u00e0 oggettuale del quadro, nel suo essere soglia verso lo spazio dell\u2019arte.<\/p>\n<p>Trent\u2019anni dopo gli inizi di Paolini, Luca Bertolo incominci\u00f2 a dipingere ripartendo da una riflessione simile sugli elementi primi della pittura e sulla superficie piana della tela come spazio di avvicinamento, per via negativa, all\u2019immagine. Operando all\u2019interno della pittura, \u00e8 andato trovando paradossali rappresentazioni dell\u2019impossibilit\u00e0 di dire compiutamente se stessi e il mondo. Rispondendo alle decostruzioni e ricostruzioni delle avanguardie, Bertolo sta tracciando un percorso in cui appartenenza e lontananza dalla storia, contemplazione e sberleffo, pittura mimetica e pittura mentale, si sovrappongono nella sua paradossale indagine pittorica dell\u2019apparente impossibilit\u00e0 di dipingere.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione \u00e8 accompagnata da un catalogo edito da Allemandi, con testi degli artisti e della curatrice.<\/p>\n<p><em>\u00c8 un grande onore per il nostro Istituto poter esporre le opere di due artisti cos\u00ec significativi: Giulio Paolini e Luca Bertolo, grazie a una nuova collaborazione con la Fondazione Torino Musei e la GAM &#8211; <\/em>afferma <strong>Susi Baldasseroni<\/strong>, <strong>Direttrice ad interim dell\u2019Istituto Italiano di Cultura di Madrid <\/strong><em>\u2013 Ringrazio Elena Volpato per la sua attentissima curatela e per la sensibilit\u00e0 con cui ha saputo armonizzare perfettamente le opere con i nostri spazi. Ci sentiamo orgogliosi di aver contribuito ancora una volta a valorizzare e a diffondere la grande arte italiana contemporanea.<\/em><\/p>\n<p><strong>Note biografiche<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giulio Paolini<\/strong> nasce a Genova il 5 novembre 1940. Nel 1942 la sua famiglia si trasferisce a Bergamo, per motivi legati alla professione del padre, e nel 1952 si stabilisce definitivamente a Torino. Segue una formazione grafica e si avvicina all\u2019arte frequentando mostre e gallerie; dopo alcune prove sperimentali, nel 1960 realizza Disegno geometrico, vera e propria dichiarazione d\u2019intenti, che rimarr\u00e0 il punto di eterno ritorno della sua ricerca artistica.<br \/>\nLe prime amicizie nel mondo dell\u2019arte segnano l\u2019esordio della sua carriera, che prende avvio nel 1964 con la prima mostra personale alla Galleria La Salita a Roma. Nella seconda met\u00e0 degli anni sessanta consolida i suoi assunti concettuali e la sua posizione di completa autonomia rispetto all\u2019effervescente clima dominante dell\u2019epoca. Germano Celant, conosciuto tramite Carla Lonzi, scrive il testo per il catalogo di una personale alla Galleria del Leone a Venezia nel 1967 e lo coinvolge nella nascente scena dell\u2019Arte povera, invitandolo nelle rassegne da lui curate negli anni 1967-71.<br \/>\nDai primi anni settanta stringe contatti internazionali e tiene numerose mostre in gallerie e musei. Tra le maggiori antologiche si ricordano quelle al Palazzo della Pilotta a Parma (1976), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1980), al Nouveau Mus\u00e9e di Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie di Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz (1998), alla Fondazione Prada a Milano (2003), al Kunstmuseum di Winterthur (2005), al MACRO Museo d\u2019Arte Contemporanea Roma (2013) e alla Whitechapel Gallery a Londra (2014), alla Fondazione Carriero a Milano (2018) e al Castello di Rivoli &#8211; Museo d\u2019Arte contemporanea (2020). \u00c8 stato invitato pi\u00f9 volte alla Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013).<br \/>\nDalle indagini analitiche degli anni sessanta, la sua pratica si sviluppa progressivamente verso installazioni e allestimenti formalmente pi\u00f9 complessi, che dal 2000 orientano l\u2019attenzione principalmente sull\u2019atto dell\u2019esporre e sullo studio d\u2019artista. Fin dagli esordi ha accompagnato il proprio lavoro con note e scritti, raccolti in diversi libri.<\/p>\n<p><strong>Luca Bertolo<\/strong> (Milano, 1968) ha studiato informatica all\u2019Universit\u00e0 Statale di Milano e successivamente pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Brera, dove si \u00e8 diplomato nel 1998. Ha vissuto a S\u00e3o Paulo, Londra, Berlino, Vienna. Dal 2005 risiede in una piccola frazione montana sulle Alpi Apuane. Ha partecipato a mostre in spazi pubblici e privati tra cui GAM, Torino; MART, Rovereto; Aalst Netwerk, Aalst; MAN, Nuoro; Fondazione del Monte; Bologna; Fondazione Prada, Milano; GNAM, Roma; Centro Pecci, Prato; Nomas Foundation, Roma; 176\/Zabludowicz Collection, Londra; MACRO, Roma; Kettle\u2019s Yard, Cambridge; SpazioA, Pistoia; Arcade, Londra\/Bruxelles; Marc Foxx, Los Angeles; Galerie Perrotin, Parigi; Pierogi Gallery, New York. Nel 2024 si \u00e8 tenuta al CEAAC di Strasburgo la sua prima mostra antologica. Alcuni suoi articoli, apparsi su riviste e blogs, sono confluiti nel libro I baffi del bambino. Scritti sull\u2019arte e sugli artisti, Quodlibet, 2018. Nel 2022 ha curato l\u2019edizione italiana di Lo strano posto della religione nell\u2019arte contemporanea, di James Elkins, Johan &amp; Levi, 2022; recentemente ha scritto la postfazione al libro di Raphael Rubinstein Pittura provvisoria. Una svolta nell\u2019arte contemporanea, Johan &amp; Levi, 2022. Dal 2015 insegna pittura all\u2019Accademia di Belle Arti di Bologna.<\/p>\n<p><strong>La mostra sar\u00e0 aperta al pubblico fino al 10 maggio 2025<\/strong><br \/>\n<strong>Orario: dal marted\u00ec al sabato dalle ore 12.00 alle ore 20.00<\/strong><br \/>\n<strong>Luned\u00ec e festivi chiusa<\/strong><br \/>\n<strong>Ingresso gratuito<\/strong><br \/>\n<a title=\"\" href=\"https:\/\/iicmadrid.esteri.it\/it\/gli_eventi\/calendario\/giulio-paolini-e-luca-bertolo-dietro-lopera\/\"><strong>Ulteriori informazioni<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione di ARCOmadrid 2025, l\u2019Istituto Italiano di Cultura di Madrid ha presentato la mostra &#8220;Dietro l\u2019opera&#8221; dedicata a Giulio Paolini (Genova, 1940) e Luca Bertolo (Milano, 1968), uno dei principali artisti delle nuove avanguardie del secondo Novecento in dialogo con uno dei pi\u00f9 importanti pittori italiani di oggi. 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